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San Lorenzo: la notte delle stelle cadenti

09 Aug, 2021

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Hanno un nome. Si, le stelle cadenti che ci fanno stare con il naso all’insù il 10 d’agosto, si chiamano Perseidi. Ecco, anche noi lo scopriamo adesso, dopo un’attenta ricerca che ci ha portato ovviamente a interpellare il massimo conoscitore delle scienze e dell’astronomia: Piero Patrimoniodell’umanità Angela. 


Origini della Notte di San Lorenzo

La notte di San Lorenzo non è una tradizione recente, infatti sin dai tempi degli antichi romani, gli uomini hanno provato meraviglia e stupore per questo fenomeno. 

Sono state ritrovate segnalazioni di avvistamenti delle Perseidi anche nel 36 d.c., in Cina, anche se la tradizione della “notte delle stelle” , risale sicuramente all’epoca greco-romana. Prima dell’avvento del Cristianesimo, infatti, venivano spesso incaricati aruspici e sacerdoti dell’interpretazione dei segni della natura come segno divino.

A Sparta, ad esempio, ogni 9 anni, il Re veniva necessariamente assoggettato al volere delle stelle: se qualcuno vedeva una stella cadente in quel periodo, il regnante doveva essere necessariamente deposto in quanto il fenomeno veniva interpretato come di cattivo auspicio, un presagio di sventura.

A Roma, invece, si festeggiava ad Agosto un mese dedicato all’imperatore -Augusto- e, in particolare, tra le molte festività collegate con l’agricoltura, una delle manifestazioni più sentite era la processione di Priapo. Priapo, divinità legata alla fertilità maschile e dal quale deriva il termine priapismo, veniva portato in processione per le strade della città e se qualcuno avvistava le stelle cadenti in quel momento, le ricollegava direttamente alla “semina di Priapo”, auspicio di un ottimo raccolto nei mesi successivi. 

 

Come siamo arrivati a chiamarla Notte di San Lorenzo?

Al principio dell'agosto 258 l'imperatore Valeriano aveva emanato un editto, secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte:

«Episcopi et presbyteri et diacones incontinenti animadvertantur»

(Tascio Cecilio Cipriano, Epistola lxxx, 1)

Fonte: wikipedia

Insomma, diciamo che Valeriano non era uno con il quale si poteva scherzare molto e non aveva preso molto bene la questione del Cristianesimo, cosa che si ripercosse inesorabilmente su Lorenzo. Di lui sappiamo poco: si dice che fosse originario della Spagna, di Osca in Aragona, vicino ai Pirenei.

Da giovane fu inviato a Saragozza per concludere i suoi studi umanistici e teologici e qui incontrò Sisto, che al tempo era un Maestro di uno dei Centri di Studio più famosi ed apprezzati. Lorenzo qui iniziò un rapporto di amicizia e fiducia con il futuro Papa, tanto che lo seguì fino a Roma. 

Nel 257 Sisto fu eletto Vescovo di Roma e a Lorenzo fu subito affidato il compito di arcidiacono. L’opera pia di Lorenzo però durò poco, una volta che l’Imperatore Valeriano emanò l’editto di morte, la pena fu eseguita immediatamente. Il primo ad essere ucciso fu Papa Sisto II, il 6 agosto, durante la celebrazione dell'eucaristia nelle catacombe di Prestato, quattro giorni dopo toccò a Lorenzo, bruciato su una graticola. 

Da questo accadimento nacque la credenza che lo sciame delle Perseidi fosse la testimonianza delle lacrime, chiamate infatti anche lacrime di San Lorenzo, versate durante il martirio oppure, secondo Sant’Ambrogio, il ricordo del luccichio della brace che fu accesa e che ne provocò la morte. 

 

Cosa ci dice la Scienza?

Tornando alla realtà, c’è una spiegazione scientifica che descrive lo sciame delle Perseidi. Intanto chiariamo i termini: le Perseidi non sono stelle ma Meteore. Lo so, vi stiamo dando una notizia che infrangerà i vostri sogni di bambini, ma siamo negozianti onesti non vogliamo illudervi. Quando i frammenti rocciosi di una cometa entrano in contatto con l’atmosfera, questi iniziano a bruciare a causa dell’attrito, ciò provoca il fenomeno che conosciamo: una pioggia luminosa (le meteore) che osserviamo ad occhio nudo sempre nella prima decina di Agosto. 

Entrando ancor più nello specifico, lo sciame delle Perseidi, in particolare, è un mix di polveri e ghiaccio lasciato dalla cometa Swift-Tuttle durante la sua promenade periodica intorno al Sole. Il nome Perseidi, come si intuisce, deriva dal nome della costellazione di Perseo, dalla quale sembrano partire tutte le scie luminose. Il fenomeno ovviamente non è osservabile soltanto la notte del 10 agosto, si manifesta piuttosto da fine luglio con un picco di attività, nel quale si possono vedere anche 100 “stelle” cadenti all’ora, il 12 o 13 agosto.  

 

E il desiderio? E la botta di ehhhm?

A parte il fatto che noi siamo cresciuti con Cenerentola e questo ci ha insegnato che i sogni son desideri e il 10 di Agosto è tutto l’anno, infatti abbiamo anche creato la nostra volta celeste personale (la trovate qui), ma capiamo l’entusiasmo per la cosa. Le leggende intorno a questa tradizione sono differenti, ma quasi tutte più o meno si basano sul concetto di desiderio.

Possiamo citare la definizione di desiderantes proposta da Giulio Cesare nel De Bello Gallico: soldati che attendevano i compagni dispersi al termine di una battaglia che solitamente avveniva al calar del sole. Perciò la speranza - il buon auspicio - di vederli tornare vivi e vegeti aleggiava nelle notti stellate.

Ovviamente c’è anche quella legata alla morte di San Lorenzo: l’usanza di esprimere un desiderio ogni volta che si vede una stella cadente, va di pari passo con l’iconografia del santo che brucia nella brace luminescente. Si richiede al Santo, in quel momento, un’intercessione nella nostra vita e si spera che avveri il nostro desiderio. 

Marinaio o mio marinaio! Sapete sicuramente che i marinai durante i lunghi mesi in solitudine per mare, avevano un unico desiderio.. il rhum! e le loro famiglie sulla terra ferma. E qual era l’unica soluzione per tornare dalla propria bella? Seguire le stelle e navigare affidandosi ad esse. 

Ultima ma non per ultima c’è una ragione etimologica: la parola desiderio è composta dalla desinenza latina de e dal termine sidus, che significa… rullo di tamburi: stella. Quindi letteralmente desiderio significa “cessare di contemplare le stelle a scopo augurale”